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argento pupi e pupari

L'Isola a Tre Punte

La collana "contenitore" di sicilianità presente, passata e futura…

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Febo della Minerva: 

Il pazzo che piacque a Dio.

Biografia di padre Giovanni Messina

Francesco Zaffuto:

Prima ca si perdinu. Viaggio tra parole e detti siciliani

Oreste Lo Valvo: 

L'ultimo ottocento palermitano. 

Storie e ricordi di vita vissuta. 

Prima ca si perdinu, è un viaggio tra le parole fatto da un vecchio siciliano che ha superato i 70 anni. Anche se sistemato con la sequenza di un dizionario, non è un dizionario…

"Debbo confessare che leggere questa biografia di P. Messina è stato per me una rivelazione. Quel prete pazzo si rivela un uomo di grandi ideali, di immenso coraggio, di totale impegno, di generosità eroica. Appare un forte, un dominatore, un gigante della virtù, un duro asceta che ha immolato tutta la sua vita al più puro amore di Dio…

“… della vita in Palermo dell’ultimo ottocento, attraverso un insieme di storie e storielle, di scene e di ricordi, riflettenti uomini e cose, si sono sommariamente rievocati i costumi, gli usi, i sentimenti, anzi, e vieppiù, per meglio dire, l’anima del tempo.”

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Antonella Cappello:

Argento pupi e pupari. Il racconto della storica famiglia Argento dal 1893 ad oggi

Giulia e Antonio Petrucci:

L'estate dei microbi. Romanzo

L’estate dei microbi trae spunto dai fatti che a Palermo diedero inizio al degrado della costa di Romagnolo, un tempo famosa per la sua bellezza e successivamente distrutta dagli abusivismi edilizi e dalle discariche, come a voler continuare l’opera di devastazione iniziata al Foro Italico dopo la seconda guerra mondiale. Il degrado della zona è andato avanti nel tempo, ma alla fine degli anni ’60, epoca in cui si svolge la storia, c’erano ancora gli Stabilimenti balneari…

Nicolò Perniciaro:

Arte e dialoghi di viddanarìa a Mezzojuso

Dal 1893 la storica famiglia di pupari e opranti palermitani Argento, esercita questo antico mestiere tramandandosi l’arte dell’Opera dei Pupi dalla sua costruzione alla messa in scena e oggi, continuando la storica fedele tradizione, si apre a nuove prospettive di spettacolo…

A cura di Antonino Perniciaro con prefazione di Pippo Oddo.

“Arte e dialoghi di viddanaria”, questo è il titolo che ho voluto dare a questo libro, perché per esercitare la professione del contadino ci vuole un’Arte” con la “A” maiuscola, per indicare e far intendere che non tutti erano capaci di svolgere con perizia le attività proprie del “viddanu”…

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Totò Mazzara:

Chiàcchiari e pinsera

Massimo Finocchiaro:

I sette fratelli Natoli. Le vite singolari dei figli di Luigi Natoli tra la Belle Epoque e il secondo dopoguerra in giro per il mondo

Prefazione di Pippo Oddo.

Nell'insieme, l'opera racconta meglio di un trattato la società villafratese arcaica e la civiltà contadina che non c'è più, con i suoi miti e i suoi riti, gli usi, i costumi, le credenze, i pregiudizi, la medicina empirica, le pratiche magiche e le strategie di sopravvivenza.

Santo Lombino:

Bolognetta. Quattro secoli di storia

«Tutti intelligenti, ma ciascuno in partito diverso dagli altri»: così erano descritti i sette figli maschi dello scrittore palermitano Luigi Natoli, autore di una trentina di romanzi storici popolari tra i quali il famoso I Beati Paoli. Sebbene meno conosciuti del più illustre padre, furono a loro volta personaggi abbastanza straordinari, a suo tempo quasi tutti schedati dal regime fascista come oppositori, a ragione o (talvolta) a torto. 

Questo non è il racconto di vicende familiari: piuttosto la storia vera di uomini singolari, sempre condizionati da una bruciante passione politica che li mise spesso l'uno contro l'altro e ne influenzò profondamente le traiettorie esistenziali. I loro destini si separarono, si riunirono, si divisero di nuovo, e si intrecciarono con gli avvenimenti storici epocali della prima metà del Novecento.

 

"Nel panorama storiografico italiano la storia locale si è sviluppata come storia civica, luogo privilegiato in cui elaborare la memoria di una comunità. Su questo sfondo si inserisce l’ultimo lavoro di Santo Lombino, che ha scavato in archivi e biblioteche per ricostruire le vicende del paese di Bolognetta – un tempo chiamato Santa Maria dell’Ogliastro – dalle origini agli anni ’60 del secolo scorso, realizzando un minuzioso affresco dove convivono storia politica e storia sociale.
Il libro di Santo Lombino si chiude con i primi anni ’60 del secolo scorso

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Totò Mazzara:

U mè paisi. 

U dialettu attruvatu arrè

Intanto, si sono accumulate più di quaranta novelle e, insieme ad alcune poesie, penso che sia arrivato il tempo di pubblicarle. Sono sempre novelle tratte da avvenimenti realmente accaduti o verosimili nell'ambito della realtà dei tempi della mia giovinezza trascorsa in paese. Tempi che paragonati con la realtà di oggi, sembrano impossibile che siano mai veramente esistiti, ma che visti con le lenti appannate di nostalgia, brillano come gioielli preziosi in ognuno di noi, nella mente e nel cuore. 

A far brillare questi preziosi, più di quanto realmente potrebbero, è il dialetto rimasto fermo là dove avvenne il distacco dal parlare, dallo scrivere e dal pensare nel 1968, anno della mia partenza per la Svizzera. Ma il dialetto riportato in queste novelle è quello che si parlava fino alla metà degli anni cinquanta… 

 

Totò Mazzara.